
[...] avventuriero, ex-hippy, gran tempista (truffatore?, anche, sì), abilissimo nel farsi pubblicità, una frana nei rapporti umani, spesso pensava di aver avuto un unico scopo nella vita: non morire di fame.
Lui, presidente?
No, nessuno era impazzito: era giustissimo che fosse diventato presidente.
(Presidente, ovvero presidente a pieno titolo del Governo Galattico Imperiale.
Il termine imperiale è mantenuto ancora, benché sia ormai un anacronismo. L'imperatore, per diritto ereditario, è moribondo da molti secoli. Negli ultimi attimi di coma profondo fu chiuso in un campo di stasi che lo mantiene in uno stato di perpetua immutabilità. Tutti i suoi eredi sono morti da un pezzo: ciò significa che, senza nessuna drastica rivoluzione, il potere si è spostato di uno o due gradini verso il basso ed è conferito adesso a un organo che prima fungeva solo da consigliere dell'imperatore, cioè un'assemblea governativa eletta dal popolo e capeggiata da un presidente eletto dall'assemblea stessa. Questo solo all'apparenza, perché in realtà il potere non è affatto conferito né all'assemblea né al presidente.
Il presidente, in particolare, è soltanto un prestanome: non esercita in effetti il benché minimo potere. E' sì scelto dal governo, ma le qualità che deve dimostrare di avere non sono quelle tipiche del leader:
la sua fondamentale qualità è saper provocare scandali. Per questa ragione scegliere un presidente non è facile: bisogna poter scegliere una persona che sappia provocare il furore nella gente, ma che sia anche in grado di affascinarla. Il suo compito non è esercitare il potere, ma stornare l'attenzione della gente dal potere stesso. In questo senso *** è uno dei migliori presidenti che la Galassia abbia mai avuto: ha già passato in carcere per truffa due dei dieci anni della presidenza. Sono davvero pochissime le persone che capiscono che il presidente e il governo non hanno praticamente nessun potere, e di queste pochissime persone soltanto sei sanno da che cosa sia esercitato in realtà il vero potere politico. La maggior parte degli altri pensano in cuor loro che tutte le decisioni fondamentali vengano prese da un computer. Non potrebbero commettere un errore più madornale.)
Guida Galattica per Autostoppisti, Douglas Adams
Il re è nudo!
(non è mio ma di Laura, la mia ragazza. E siccome mi piace lo posto pure qui)
Non so se ricordate la fiaba da cui ho tratto spunto per il titolo di queste mie riflessioni a vuoto. Andersen la riprese da una spagnola, rivisitandola e rendendola famosa con le altre che pubblicò all’epoca. Ebbene, io quando ero piccola possedevo parecchi libri di fiabe, di cui andavo pazza ed ero orgogliosissima! Conoscevo tante storie e le sapevo tutte a memoria, non me ne sfuggiva una. Mi ricordo anche che cercavo continuamente di riprodurre le immagini illustrate su qualsiasi foglio mi capitasse tra le mani. Ero sempre circondata da matite, pastelli e pennarelli di tutti i tipi. E da maglie con maniche perennemente macchiate d’inchiostro, come le mie mani del resto. Poi, che bello, adoravo anche quando mia madre me ne leggeva una o due prima di dormire. A quel tempo ricordavo molto bene anche questa: “I Vestiti nuovi dell’imperatore”, nonostante non fosse affatto tra le mie preferite, anzi. La snobbavo perché la ritenevo assurda. Pensavo che quella gente lì fosse vigliacca, che il re fosse perdutamente scemo, tanto da non esser degno nemmeno della mia attenzione (ed antipatico, oltretutto. Ssshhh, ma non ditelo in giro) e i sarti odiosi. Insomma inverosimile, un disastro ovunque, dunque che senso aveva leggerla?
Però è da qualche anno che mi rendo conto di quanta verità ci fosse in quella storia. Io al tempo, da bambina ingenua e ancora mentalmente sana, non capivo che ciò che credevo assurdo era in realtà ciò che gli adulti definiscono e praticano come: ipocrisia, leccaculaggine, falsità, pochezza mentale e chi più ne ha, più ne metta; ….
Comunque sia, la storia, in breve, narra di questo Imperatore o Re, superficiale e vanesio. Ciò che più contava, per lui, erano i suoi vestiti e l’ammirazione che la sua apparenza regale poteva suscitare nel popolo. Ebbene, un giorno arrivano da lui dei sarti, che, consci di questa sua debolezza e del suo smodato orgoglio, come della sua scarsa arguzia, cominciarono a tirar fuori da bauli metri di nulla. Erano lì che mimavano gesti come se snodassero stole di una stoffa meravigliosamente speciale, impalpabile e ineguagliabile per bellezza, che aveva una rara peculiarità: gli stolti e gli indegni non sarebbero stati in grado di vederla. Ed erano più che convinti di ciò, avreste dovuto vedere che facce da culo, guai a contraddirli! Ebbene.. a questo punto, credete che un Imperatore di siffatta fama, abbia reagito sbraitando con sdegnata furia, prendendo a calci i tessitori, fino ad arrivare al punto di condannarli all’impiccagione per oltraggio al Re, o forse pensate mai che possa aver abboccato in pieno, preferendo tacere sul fatto che non riusciva a veder niente nemmeno lui, per il timore di rivelarsi stolto ed indegno? Nah…
E Invece sì. Si avvera la seconda ipotesi. E, naturalmente, né i cortigiani e né il popolo vedono i nuovi e stupendi abiti del Re, ma anche lì, sia per orgoglio che per timore di ritorsioni (e coglionaggine) , preferiscono mandare il loro Re nudo per le strade (pensate che bello spettacolo doveva essere), ridicolizzarlo e rendersi loro stessi ridicoli piuttosto che rivelare l’ovvio.
Insomma, a me questa storia mi ronza per la testa da parecchio (anni, non giorni), perché pare proprio identica, ma uguale-uguale-uguale a quello che è oggi l’Italia, cribbio! (l’ho fatto apposta, su..).
Ora vi spiego cosa mi vien da pensare: allora l’Iperatore è… no, sbagliato. Rappresenta tutti quelli che continuerò a ringraziare a vita (naturalmente c’è del sarcasmo) per il fatto di aver permesso l’ennesima elezione di Berlusconi e del suo governo di pazzi fascisti e razzisti (e se la cosa vi offende attaccatevi al tram, anzi, ai posti riservati ai soli residenti sul metrò di Milano, che pure se siete di Bolzano non potreste usare). Lo zoccolo duro dell’elettorato del Cavaliere, insomma, coloro che pur di apparire per poter essere sicuri di “essere” in qualche modo, si fanno vendere anche stoffa inesistente, andando in giro nudi, fessi, contenti e convinti.
I cortigiani, naturalmente, sono tutti coloro al sevizio e al seguito del sempre onnipresente Cavaliere (che nostalgia, quelli veri sì che avevano un codice d’onore da seguire fino alla morte. Questo invece, non solo non ha onore, ma si fa le regole da solo e per giunta sembra non volerci lasciare.. sigh), vedi ministri, portavoce,i vari polituncoli al seguito, gli imprenditori, gli avvocati, i giudici e varia gente accondiscendente.
Naturalmente la figura rappresentata dai sarti tessitori, a chi può andare bene se non a lui? E qui non penso ci sia da aggiungere altro. Il popolo chi è? Quello siamo noi, o meglio, chi, pur essendo fuori dal mondo, dal seguito e dalla idee dell’Imperatore, comunque sia, dopo un primo attimo di smarrimento preferisce tacere e seguire la maggioranza della gente.
Perché dico così? Perché Berlusconi è un vero imprenditore di se stesso e perché sa cogliere bene i punti deboli della sua preda o del nemico e poiché sa altresì molto bene ciò che vuole, sa sfruttare molto bene queste sue capacità, inclusi gli eventi fortuiti, per portarli tutti a suo favore.
Berlusconi è lo sponsor costante di se stesso. E ha avuto modo, molto bene, di capire che attualmente qui da noi ciò che conta non sono i fatti, ma le promesse facili e sensazionali, che sciorina con tanta disinvoltura e convinzione, che riescono a provocare un gran clamore e tanto ottimismo e falso benessere intorno; e i presunti fatti che, come stoffa inesistente, spaccia per atti effettivi, facendo apparire come un idiota offensivo chi li mette in dubbio e facendo passare sotto silenzio tutto il resto.
Berlusconi è falso come la droga, che t’illude e poi ti lascia peggio di prima.
Comunque, paragoni e sviolinate a parte, andiamo sul concreto: faccio un esempio su tutti: il terremoto in Abruzzo. Per sua stessa ammissione tutto fa campagna elettorale (l’ha detto in questi giorni per via delle elezioni europee e delle comunali di questo mese, ma anche in passato dai, che non è così disinteressato e smaliziato). L’ha fatta (la campagna elettorale) al compleanno di una diciottenne, vuoi che possa aver mancato un evento tanto tragico e di risonanza mondiale quale è stato il terremoto di un mese fa? La campagna elettorale lì l’ha portata avanti prima di tutto mostrando il suo accorato dolore e la sua presenza perenne a sopralluoghi e funerali di stato; poi esortando le genti sfollate a sentirsi come se si trovassero ad un campeggio, avendo loro già acqua, tende, cibo e tutto ciò che può servire. Si beh, perché era suo preciso dovere diffondere il suo particolare ottimismo a gente che oltre ad aver perso la casa, ha perso anche amici, familiari, parenti e l’intero paese. Che in alcuni casi non ha più nemmeno un pezzo d strada a ricordargli ciò che era stata fino a pochi giorni prima la sua vita. Poi ancora, tra le altre cose, promettendo aiuti rapidi e tempi rapidi di ricostruzione. E proprio qui vi volevo.
Ne vogliamo parlare di quello che è stato già battezzato il “Decreto Abracadabra”? Il Decreto 39?
Cito da “la Repubblica” di ieri.
Le promesse (la splendida stoffa tra le mani): siamo al 23 aprile e Berlusconi e Tremonti stanziano in tutto 8 miliardi per la ricostruzione dell’Abruzzo, suddivisi in 1,5 per le spese correnti e 6,5 in conto capitale.
I fatti (la stoffa è inesistente): peccato che ad una lettura nemmeno troppo attenta del decreto stesso si possa notare come di questi 8 miliardi di effettivi ce ne sarebbero a stento 5,2 e che verranno spalmati tra il 2009 ed il 2032 a cifre sempre più basse. E da dove vengono presi questi soldi?
Beh, da buon sarto Berlusconi ha controbattuto senza dare una risposta vera, ma eludendo ampiamente il nocciolo della questione, che per l’ennesima volta non ha messo le mani nelle tasche degli italiani (yeeeeeeh! E la folla esulta!!!), e Tremonti, a ruota, che non ha aumentato accise sulla benzina, il prezzo delle sigarette o le tasse, ma che ha spostato i fondi da una parte all’altra del bilancio. Sì, va bene, ma da dove li avete presi? …
Da quel che dice l’articolo 12 del decreto, almeno 500 milioni di fondi dovranno arrivare, entro 60 giorni dal varo del decreto, dall'indizione di "nuove lotterie ad estrazione istantanea", "ulteriori modalità di gioco del Lotto", nuove forme di "scommesse a distanza a quota fissa", ecc, ecc. Peccato che per gli stessi esperti del Servizio Studi del Senato, sia un tantinino problematico già quest’anno prevedere una crescita del volume delle entrate di una tale portata, figuriamoci cosa si può garantire per gli anni successivi.
Continuiamo: “tra i 2 e i 4 miliardi di qui al 2013, dovranno essere attinti dal Fas”, che sarebbe il Fondo per le aree sottoutilizzate, che da Repubblica fanno notare come dalla Finanziaria in poi sia diventato “un vero Pozzo di San Patrizio dal quale il governo pompa denaro per ogni emergenza, senza che si capisca più qual è la sua vera dotazione strutturale.” E cito ancora: “A completare il gioco di prestigio contabile, non poteva mancare il solito, audace colpo a effetto, caro ai governi di questi ultimi anni: altri fondi (lo dice enfaticamente il comma 4 dell'articolo 14) potranno essere reperiti grazie alle "maggiori entrate derivanti dalla lotta all'evasione fiscale, anche internazionale, derivanti da futuri provvedimenti legislativi". Insomma, entrate scritte sull'acqua. A futura memoria. E a sicura amnesia.”
Infine ci sarebbe un’altra parte della copertura finanziaria che sarebbe affidata a fonti generiche e fondi imprecisati (e andiamo così). Un bel mare di nulla dunque, ancora una volta incompetenza e furberia da quattro soldi, a cui però il Re scemo abbocca che è un piacere, assecondato dal popolo senza spina dorsale.
Altre promesse di pura stoffa anti-indegni: entro ottobre le prime case agli sfollati e comunque, entro il primo gelo, almeno una casetta per tutti (il giornalista qui fa notare come naturalmente non ci sia dato sapere che intendeva il Cavaliere con “casetta”, se di legno, muratura, lamiera.. fango e pietra, aggiungerei io..). Fondi previsti per questi alloggi e dichiarati nel Decreto Abracadabra: 700 mila euro.
E altri fatti di niente di fatto: solo 400 mila euro risulterebbero spendibili quest’anno.. a conti fatti, quindi, se andrà bene solo meno della metà degli sfollati avrà un tetto, ma solo a partire dalla prossima primavera.
Per la riedificazione delle case distrutte, sono stati promessi fondi per la ricostruzione totale, purché a norma, degli edifici danneggiati, fondi che allo stato delle cose non esisterebbero, per di più, sui 150 mila euro promessi per casa, solo 50 mila sarebbero stanziati dallo stato, “altri 50 mila saranno concessi sotto forma di credito d'imposta (dunque sarà un risparmio su somme da versare in futuro, non una somma incassata oggi da chi ne ha bisogno) e altri 50 mila saranno erogati attraverso un mutuo agevolato, sempre a carico della famiglia che deve ricostruire, che dunque potrà farlo solo se ha già risparmi pre-esistenti.”
Perfetto. Perfettamente schifoso. E tutto fatto alla luce del sole.
Tutto procede normalmente. I sarti continuano a tessere indisturbati e irridenti i loro abiti di tessuto inesistente, il re continua ad andare in giro nudo e i suoi servitori ad assecondarlo.
Il popolo? Lui che dice? Ah! Un secondo solo: mi stavo dimenticando del finale della fiaba. Un giorno, mentre il Re se ne andava in giro tra la gente e tutti lo assecondavano o distoglievano lo sguardo preferendo il fingere di non vedere, tra la folla emerge un bambino, che vedendolo sgrana gli occhi ed esclama: “ma non ha niente addosso! Il re è nudo!”
A quel punto nessuno poté fare a meno di ammettere la verità e mentre il re sbraitava oltraggiato, attorniato dai suoi sarti e dal suo seguito, il popolo cominciò a rumoreggiare, a guardarlo male e a deriderlo, fino a che egli, coperto di vergogna, si rese conto del suo stato e fuggì al palazzo, dove i sarti tessitori furono licenziati e puniti.
Il fatto è, che di bambini che esclamano l’ovvio ce ne sono, tanti e non solo qui in Italia. Ciò che manca della fiaba di Andersen è la presa di coscienza del popolo, che decide di smetterla di assecondare sarti e re e vedere ciò che non esiste o di girarsi dall’altra parte.
Oggi, qui da noi, il bambino viene punito, messo a tacere o ridicolizzato e da quel che vedo io la gente sembra proprio essersi abituata al lavaggio del cervello e a credersi impotente